E’ un modo per dire “esisti”, “ti vedo”, “riconosco il tuo percorso”.
E’ così.
A volte lo diamo per scontato, altre pensiamo sia indifferente dirlo o non dirlo.
Ma pensiamo quando succede a noi.
Un grazie, ti fa tirare un sospiro di sollievo.
Libera dalla paura di non essere riconosciuto, di non fare o essere abbastanza.
Ringraziare dà senso alla fatica dell'altro, dandogli la possibilità di condividere un pezzetto di vita con te. E un incontro, una mano tesa, che si trasforma in unione.
E te ne accorgi da un semplice sorriso.
Ogni mercoledì dalle 19.00 alle 21.00, alla Casa del Pellegrino ci incontriamo (direttivo, staff sala, cucina e comunicazione) per pianificare la settimana e confrontarci sui temi legati alla relazione, alla crescita personale e al miglioramento professionale. Ogni riunione è un’occasione per ciascun gruppo di far conoscere che progetti sta portando avanti e soprattutto un bellissimo momento di scambio di idee e opinioni volte a aiutarci a lavorare e stare meglio. Sono state proprio Ikram e Fatima, referenti di sala, a dare il la per iniziare la conversazione: “Nell’ultimo tempo ci sono state tante novità, che cosa avete notato? Cosa possiamo ancora fare? Come state vivendo gli ultimi sviluppi?”.
Cala il silenzio. Quanto davvero ci accorgiamo del lavoro degli altri?
Poi, inizia il dialogo.
Miglioramento nell’organizzazione degli spazi, ulteriori avanzamenti che si possono fare per agevolare il bar e la sala.
La conversazione dura circa una mezz’ora, e mano a mano le voci si intrecciano, si diversificano, ognuno dice la sua. È proprio in quel momento che scatta qualcosa. Più parliamo più si fa forte una domanda: “ Ma come siamo arrivati a questo?” “Chi e che cosa ci ha permesso di arrivare a parlare di migliorie, fortificando la struttura?”
Arriva quel momento, quello in cui ti rendi conto che prima di pensare a ciò che può migliorare il tuo modo di lavoro, è importante riconoscere il lavoro altrui.
GRAZIE.
GRAZIE FATIMA E IKRAM.
GRAZIE per la precisione, la cura e la dedizione che mettete ogni giorno per portare avanti la struttura e che oggi ci aiuta a crescere insieme.
UN SORRISO.
DUE SORRISI.
Le spalle si rilassando.
Capisco che il desiderio di migliorare e andare avanti, nasce nel momento in cui ti senti parte, ti senti riconosciuto, senti che il tuo impegno aiuta chi hai di fronte a vivere meglio.
Gli occhi sorridono.
Finalmente ci vediamo, e da qui possiamo ripartire insieme.
