← News & Racconti
Racconto ⏱ 3 min di lettura

Le frasi di Elisa – da un bigliettino alla Biblioteca del Senato

C di Chiara Balestracci · ◉ 35 letture

Le frasi di Elisa – da un bigliettino alla Biblioteca del Senato

Elisa ha un'abitudine piccola, così semplice e così potente: scrive pensieri su bigliettini che qui alla Casa del Pellegrino offriamo alle persone quando vengono a trovarci, quando passano in cassa o quando arrivano in gruppo. Qualcuno fa la collezione, qualcuno rimane meravigliato quando è la prima volta che ne pesca uno e qualcuno se ne fa promotore e li porta in giro per la sala.

Poche righe, scritte nel suo studio, che però chi le riceve spesso si porta via come un regalo, con un cenno di capo affermativo e la celebre frase: "Eh sì, ci ha proprio azzeccato".

Un anno fa uno di quei biglietti è finito nelle mani di Emanuele Franz, filosofo friulano, venuto a cena da noi dopo aver presentato un suo libro a Crema. Ne è rimasto colpito al punto da dirle: «Elisa, dovresti farne un libro». Quell'incontro gli è rimasto dentro e, anche alla luce del suo percorso personale con l'autismo, gli ha ispirato un concorso letterario dedicato alle persone nello spettro autistico.

Il 5 novembre la premiazione si terrà nella Biblioteca del Senato, e Emanuele Franz ha voluto invitare Elisa, riconoscendole il merito di aver acceso la scintilla. Nell'antologia che verrà presentata, accanto ai testi dei partecipanti, ci saranno anche i suoi biglietti.

Partiremo in una delegazione di una decina di persone perché, come piace a noi, nessuno deve restare solo. Non nei giorni in cui la fatica pesa, e nemmeno in quelli in cui il cuore scoppia di gioia. Perché una gioia vissuta da soli si spegne in fretta, mentre una gioia condivisa resta, e diventa di tutti.

Porteremo con noi questo viaggio e ve lo racconteremo, perché in fondo non è solo quello di Elisa: è il viaggio di chiunque, almeno una volta, abbia pensato di non farcela. Elisa lo aveva già racchiuso in poche righe, in uno dei suoi biglietti, come se lo sapesse da sempre: «Non arrenderti, rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo».

La voce di Elisa

Per Elisa, i biglietti sono stati prima di tutto un modo per uscire dal guscio.

«La Casa mi ha permesso di parlare con le persone, e poi di arrivare a una connessione vera, a un dialogo. Mi ha fatto sentire parte di qualcosa di più grande di me. I miei biglietti sono diventati un ponte».

Il suo percorso è iniziato in laboratorio, poi è passata in sala, sempre portando con sé i suoi biglietti.

«Ci sono stati tanti momenti in cui ho dubitato di me stessa. Ogni progetto nuovo, ogni persona nuova, e io mi chiedevo: chi sono? Poi, dal laboratorio alla sala, ho cominciato a conoscere la gente e a fidarmi. Più mi fidavo, più mi riconoscevo nelle capacità degli altri, e capivo cosa sapevo fare io. Magari erano piccole cose, come apparecchiare e dire "il coltello mettiamolo così". Ma capisci di essere parte di qualcosa. E ho iniziato a vedere il valore che gli altri mi davano, anche quando io non riuscivo a vederlo».

E il Senato? «È una cosa enorme. Non pensavo che una frase scritta nel mio piccolo studio potesse fare tutto questo. Sono passata dal voler parlare con le persone al parlare davvero alle persone, che è tutta un'altra cosa. Pensavo di essere sola ad avere bisogno di questo linguaggio. Invece ho trovato altri».

Che cosa ci insegna questa storia?

Che i percorsi di vita sono percorsi di relazione. Uno sguardo, un sorriso, un biglietto possono aprire mondi. Non vale solo per Elisa: vale per tanti che sono entrati qui per un caffè e sono rimasti. Il sorriso è il benvenuto universale, lo capiscono tutti, ed è la porta verso la conoscenza reciproca: scopri la ricchezza di chi hai di fronte, e lui scopre la ricchezza di questo luogo.

— con affetto, la Redazione della Casa

Ti è piaciuta?Metti un cuore o condividila

0 / 1500

Pensieri 1

C
Carlo Lusso · poco fa
Ho letto i due articoli che sono stati inoltrati. Non so se sono i primi due o se è qualcosa che già da tempo la redazione della CdP inoltra… ma non importa, non è questo il mio commento. Prendo l’occasione per condividere ancora una volta la mia simpatia umana al vostro tentativo. In luogo sano, un punto di incontro e condivisione di vita che va ben oltre alla cucina e quello che si mangia. Guardate siate fieri di questo luogo perché non c’è ne sono molti così. Un luogo di incontri tra generazioni diverse, un luogo che permette una socialità, un luogo che valorizza i limiti di ciascuno fino a renderli un esempio per tutti (vedi frasi scritte che arrivano al Senato). Che bello! Bisognerebbe moltiplicare questi luoghi e ci sarebbe molta meno violenza in giro. I giovani hanno bisogno degli adulti e troppo spesso sono invece soli e gli adulti hanno bisogno dei giovani perché in questa relazione restano giovani anche loro. Grazie per il vostro lavoro. Con affetto.

Continua a leggere

Resta vicino alla Casa

Iscriviti e non perderti nulla della nostra comunità. Ricevi, ogni tanto:

  • Le storie e i racconti della Casa, prima di tutti
  • Gli inviti alle cene solidali e agli eventi
  • Le novità del ristorante sociale e del laboratorio «Insieme»

Solo quando c'è qualcosa di bello da raccontare — niente spam, promesso. Puoi disiscriverti quando vuoi.