Quando penso a maggio, oggi sorrido.
Un tempo vivevo la sua frenesia con agitazione, come una rincorsa contro il tempo, una scalata tra i giorni per arrivare a giugno e tirare un sospiro di sollievo. Crescendo, però, capisci che la vera natura di questo mese è proprio la transizione: il passaggio dalla rinascita della primavera alla stabilità dell’estate.
Maggio è un mese che va a braccetto con la fatica. E qui, alla Casa del Pellegrino, abbiamo imparato a ballare con lei.
Non lo facciamo per gloria, ma perché ogni sfida e ogni giornata infinita sono diventate un’occasione per unirci. Dicono che nella fatica si scopra chi siamo davvero: cadono le maschere e restiamo nudi di fronte all’altro, con le nostre fragilità e i nostri punti di forza. Nel tempo abbiamo imparato a condividerli, ad accoglierli e a farci carico delle fatiche dell'altro. Da qui è nato un gruppo che lavora in armonia, non per senso del dovere, ma per un legame profondo che si trasmette con uno sguardo, una mano tesa, una parola.
Quindi sì, maggio è faticoso. Ma è proprio in questa fatica che abbiamo imparato a riconoscerci, a chiedere aiuto e a vivere ogni momento con un unico obiettivo: la gioia di far star bene chi viene a trovarci.
Ora ci prepariamo a giugno, forti dell’esperienza condivisa e felici di vivere nuovi momenti. Insieme.
